Reef Check Italia Onlus


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Pubblicazioni 2

CONSERVAZIONE

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Avvistata una foca monaca! Un incontro emozionante


30/03/2011

di Rossella Perlini (Reef Check Italia Onlus)

Quante volte ci è capitato di sentire o di leggere sui giornali questa frase, frase che riesce sempre ad accendere in noi un misterioso senso di gioia e di stupore … ma vi siete mai chiesti veramente da dove viene e qual è la sua storia? Io il giorno che l’ho fatto ho trasformato i miei studi in un’avventura! È da circa 3000 anni che la foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus) è protagonista di antichi testi, alcuni composti dai più grandi scrittori della nostra storia come Aristotele, Plinio il Vecchio, Virgilio ed Omero, che nella sua Odissea descrive colonie di foche riscaldarsi al sole sulle coste della Grecia.
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E’ Iniziata la Caccia allo Squalo

3/12/2010


Di Federico Betti, Reef Check Italia Associate Programme Manager

E’ iniziata la caccia allo squalo. Un paio di giorni fa, uno squalo longimano Carcharhinus longimanus ha attaccato uno dopo l’altro numerosi bagnanti lungo la costa di Sharm El Sheikh, mutilandone seriamente tre. Il comportamento dell’animale è risultato anomalo: esso si è avvicinato moltissimo a riva, mentre questa specie vive generalmente in mare aperto (il nome inglese di “oceanic white tip shark” esprime bene quest’abitudine),..

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An overview of the worldwide involvement of SCUBA divers

Abstracts of 2° international workshop on research in shallow marine and fresh water systems, Milazzo, 3-10 October 2010.

C. Cerrano, M. Bertolino, F. Betti, M. Palma, U. Pantaleo,
M. Previati, , G. Rossi, A. Scinto, E. Turicchia, L. Valisano, M. Ponti

Humans have impacted marine ecosystems for millennia and nowadays there are very few pristine systems anywhere in the world. The ongoing climatic anomaly, leading to a warmer climate at a global scale, is following a sharp trend. Increasing frequency, severity and expansion of mass mortalities related to seasonal stratification (hypoxia/ anoxia) or to temperature anomalies were observed in different parts of the Mediterranean.

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Cephalopholis taeniops (Valenciennes, 1828) Cernia atlantica africana

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Fabio Giardina
Area Marina Protetta “Isole Pelagie”
92010 - Lampedusa (AG)

Nell'estate del 2009 nelle acque dell'Area Marina Protetta Isole Pelagie è stata registrato un ritrovamento importante nel contesto delle specie marine introdotte nel Mar Mediterraneo. In località Capo Grecale, nella fascia costiera orientale dell'isola di Lampedusa, è stata infatti individuata e fotografata la cernia africana taeniops la cui distribuzione generalmente è riportata per le coste occidentali dell'Africa, dal Marocco all'Angola, inclusi gli Arcipelaghi di Capo Verde e Principe e Sao Tomé.
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Avvistato nelle coste siciliane il Sifonoforo Caravella portoghese (Physalia physalis)

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Giorgia Caruso


La
Physalia physalis, o caravella portoghese, è uno cnidario di circa 15 cm della classe degli idrozoi. Erroneamente è considerato una medusa, ma in realtà è costituito da una colonia di polipi eteromorfi, questi all’interno di uno stesso organismo si spartiscono i compiti. Vi sono i polipi dattilozoidi, incaricati di catturare il cibo con le cnidocisti , cellule specializzate che iniettano il veleno nella preda; esse si trovano nei tentacoli, che possono essere lunghi fino a 20 m. I polipi gastrozoidi si occupano della digestione emettendo enzimi nella cavità dove viene raccolto il cibo, mentre i polipi gonozoidi sono incaricati della riproduzione.
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Lavorare Sott'acqua

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Mondo Sommerso Ottobre 2009

Non è facile svolgere una professione legata all'ambiente marino, anche solo per il minor tempo a disposizione. E così spesso resta soltanto una passione. Ma ci sono delle soluioni alternative testo e foto di Roberto Rinaldi
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Reef Check Egitto: Una bassa marea estrema causa la morte dei coralli nella costa sud del Sinai.

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Testo e foto di Christian Alter
Red Sea Environmental Centre, Dahab

Gli eventi di marea appartengono alle fluttuazioni naturali maggiormente prevedibili negli habitat dei reefs corallini. Esse determinano patterns di zonazione intertidale e limitano la crescita verticale dei coralli, ma viene riferito raramente che esse possano causare fenomeni di mortalità massiva fra i coralli. Si sa che i coralli possono tollerare per un certo periodo di tempo un’esposizione all’aria producendo muco per prevenire l’essiccamento. Comunque, la combinazione di importanti basse maree e un alto irraggiamento solare hanno il potenziale di causare danni diffusi fra i coralli. Un report dalla Grande Barriera Corallina mostra che il 40-75% dei coralli nei reef a basse profondità erano o sbiancati o subivano una mortalità parziale a causa di tali eventi. Leggi tutto

Inferiore all'atteso il cambiamento dei reef corallini ad ecosistemi dominati da macroalghe

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John F. Bruno, Hugh Sweatman, William F. Precht, Elizabeth R. Selig, Virginia G. W. Schutte (2009).

Uno studio pubblicato nel numero di giugno 2009 della rivista online Ecology ha fatto un buon uso del dataset di Reef Check, ed ha concluso che i reef dominati dalle alghe sono meno del previsto.
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