Pubblicazioni - Reef Check Italia Onlus

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CONSERVAZIONE
 

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Rara o non rara ?

Dicembre 2013

Fabio Benvenuti EcoDiver MAC Trainer

Scena: ore 07.30 del 18 maggio 2013 costa livornese.  
Maurizio, deh!
                       Icché voi?
                                          Ma ir gomitolo indov’è?
                                                                                      Devi prende per … scende a …. Insomma dopo ir nano…
faccio presente che quel “gomitolo” è l’ Astrospartus mediterraneus, così descritto dai sacri testi: Classe: Ofiuroidei; Ordine: Euriali; Famiglia: Gorgonocefalidi.
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Reef Check Italia onlus a network to improve civil participation in marine environment assessment


Settembre 2013

Cerrano C, Milanese M, Mioni E, Palma M, Pantaleo U, Previati M, Rossi G, Scinto A, Turicchia E, Ponti M.

Riassunti del XXIII Congresso della Società Italiana di Ecologia. S.It.E., Ancona, 16-18 September 2013, p 162


The involvement of "citizens" (whether members of the general public or dedicated volunteers) to undertake data collection for regional-scale scientifc studies is a key tool to achieve shared decisions in the field of biological conservation. Reef Check Italia onlus is applying fast and effective protocols since 2008 involving both young students and recreational divers, to collect data on abundance and distribution of target species, along beaches and underwater.

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SI SALPI CHI PUÒ !?!


Maggio 2013

di Daniele Grech

Occhio alla medusa?  Macché, qua si tratta di Salpe. Quest’anno i più coraggiosi bagnanti primaverili dell’Adriatico  le hanno viste. Non parliamo del pesce che possiamo trovare in prossimità della posidonia (Sarpa salpa), ma di Salpe o Taliacei (Tunicati) che dir si voglia: organismi gelatinosi come le meduse, ma estremamente differenti dal punto di vista anatomico. Le meduse sono degli cnidari, con una struttura molto più semplice rispetto alle salpe che sono animali anch’essi planctonici, ma cordati.
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Le spiagge si tingono di blu: è arrivata Velella velella

Maggio 2013

di Cristina Gioia Di Camillo e Fabrizio Torsani

State passeggiando lungo le coste della Sardegna, siete rapiti dalla visione mozzafiato del mare cristallino e dall’aria ancora frizzante del mese di maggio. All’improvviso vi accorgete che i vostri piedi calpestano un’insolita scia azzurra che si snoda a perdita d’occhio su tutta la spiaggia. Vi soffermate a guardare e notate che la scia è composta di una miriade di piccoli dischi gelatinosi, colorati di un azzurro intenso, quasi ipnotico. Si tratta delle “barchetta di San Pietro” o Velella velella, organismi coloniali simili a piccole barche a vela, in grado di galleggiare sulla superficie del mare ed essere sospinte dal vento.
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La riproduzione sessuata di Posidonia oceanica

Maggio 2013

di Fabrizio Torsani

Come già riscontrato nei mesi scorsi per le praterie  di Fegina e Punta Mesco nell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, un “lieto evento” si sta verificando nell’AMP di Tavolara e Capo Coda Cavallo e nelle aree circostanti: la riproduzione sessuata della Posidonia oceanica, detta anche fioritura.

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Insolito spiaggiamento del crostaceo Meganyctiphanes norvegica

Febbraio 2013

di Fabrizio Torsani

Nella giornata di lunedì 18 febbraio, nella costa settentrionale della Sardegna, presso la località di Isola Rossa, si è verificato un massivo spiaggiamento del crostaceo Meganyctiphanes norvegica (M. Sars, 1857), comunemente noto come krill. Specie particolarmente abbondante nelle fredde acque dell’Atlantico settentrionale, è presente anche in Mediterraneo, solitamente in prossimità delle coste di fronte a bacini profondi.

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Reef Check Spotlight: Coral- What Does It Really Mean?



Maggio 2012

di Gianfranco Rossi

When people use the word “coral”, they are generally referring to a group of organisms belonging to the phylum Cnidaria, Class Anthozoa and Order Scleractinia. These are the hard corals that build coral reefs. Although this meaning is widely known all over the world, if we go back in time we can find that the term “coral” comes from the word “korallion”, which in ancient Greece was used to describe the precious red coral (Corallium rubrum - Linnaeus, 1758), a species found only in the Mediterranean Sea and in some areas of the Atlantic Ocean. Today, you only need to consult the English definition of "coral" on Wikipedia, to find that there is no reference at all to the red coral.
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Dimmi che corallite hai e ti dirò chi sei



Maggio 2012

di Gianfranco Rossi

Da Mondo Sommerso N° 5 Maggio 2012

Fra gli interessi dei subacquei è piuttosto comune quello di conoscere il nome di qualsiasi cosa sia in grado di attrarre la loro attenzione sott'acqua. Nella maggior parte dei casi quest'interesse finisce con la semplice curiosità di apprendere un nome, che viene poi facilmente dimenticato se ci si limita solamente a questo. Quest'attrazione è legata spesso alla vista di cose inconsuete o in qualche modo straordinarie. Per tali motivi è molto facile essere affascinati da uno squalo o da una manta mentre lo si è molto meno di fronte ad organismi come i coralli, spesso visti come un semplice scenario di sottofondo dove questi eccezionali incontri sono possibili.
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Education through participation: the role of citizen science in marine habitat conservation.



Maggio 2012

Cerrano C., Di Camillo C.G., Milanese M., Previati M., Rossi G., Scinto A., Turicchia E., Ponti M. (2012)

PIXEL New perspectives in science education, 8-9 March, 2012, Florence, Italy, Simonelli Editore.

Abstract
The involvement of volunteers in monitoring programs is currently well established in scientific research and is often addressed as “citizens’ science”. A simple but focused training course, held before participants take action, is crucial to obtain sound and reliable data when volunteers operate in the field.
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L'osservatorio sulla creazione


10/03/2012

di Eva Turicchia

da Mondo Sommerso 1/2 - 2012

"Il Coral Eye è piutttosto un avamposto di biologia marina in Indonesia, un punto di riferimento per ricercatori e studenti desiderosi di approfondire le tematiche legate ai reef tropicali". Ecco dalla viva voce di chi c'è stato, un racconto di viaggio su Bangka, il posto che ha fatto della biodiversità una fonte di studio e di turismo consapevole.

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Posidonia oceanica come bioindicatore


10/03/2012

di Carlo Pecoraro

La Posidonia oceanica è una fanerogama marina endemica del Mediterraneo e ne rappresenta un suo marchio di fabbrica. Le fanerogame marine (Monocotiledoni Helobie) formano estese praterie lungo le zone costiere di tutti i mari del globo con l'unica eccezione rappresentata dai mari polari. In Mediterraneo si possono osservare ben cinque differenti specie: Posidonia oceanica, Cymodocea nodosa, Zostera noltii, Zostera marina, Halophila stipulacea, quest'ultima proveniente dall'Oceano Indiano.  La P. oceanica è stata indicata come "habitat prioritario" nell'allegato I della Direttiva Habitat (Dir. n. 92/43/CEE), una legge che raggruppa tutti i Siti d'Importanza Comunitaria (SIC) che necessitano di protezione. Nel contesto della dinamica costiera svolge molteplici e peculiari ruoli che giustificano l'importanza attribuitale.
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Avvistata una foca monaca! Un incontro emozionante


30/03/2011

di Rossella Perlini (Reef Check Italia Onlus)

Quante volte ci è capitato di sentire o di leggere sui giornali questa frase, frase che riesce sempre ad accendere in noi un misterioso senso di gioia e di stupore … ma vi siete mai chiesti veramente da dove viene e qual è la sua storia? Io il giorno che l’ho fatto ho trasformato i miei studi in un’avventura! È da circa 3000 anni che la foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus) è protagonista di antichi testi, alcuni composti dai più grandi scrittori della nostra storia come Aristotele, Plinio il Vecchio, Virgilio ed Omero, che nella sua Odissea descrive colonie di foche riscaldarsi al sole sulle coste della Grecia.
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Una vasca per barriera

Deep

di Eva Turicchia

Il mare accarezza placido una pallida spiaggia tropicale, un eccitato vociare di indigeni cattura 'attenzione di turisti: "Sssshhh! sssshhh!!". "Hai un cellulare per riprenderle?!". "Aspetta che le mettiamo nel vascone! poi, puoi fare la foto!"… impotenti gli occhi di fronte a mani veloci e pratiche che  accolgono i nati e li immergono in una vasca poco profonda… Qualcuno nella confusione "ma perché le prendete, non dovrebbero invece raggiungere il mare?" - secca la risposta: "No! Lo facciamo per il loro  bene, se no, vengono mangiate!". Questo è l'inizio.

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Volontariato ambientale: esperienze presso l’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo

Riassunti XIX Congresso Gruppo per l’Ecologia di Base “G. Gadio  2010”

di Carlo Cerrano e alt.

L’educazione ambientale in Italia non rappresenta una materia d’insegnamento inserita nei programmi ministeriali e la sensibilizzazione del pubblico su questi argomenti è affidata prevalentemente ad iniziative del Ministero, ad associazioni ambientaliste e/o di volontariato e organizzazioni non governative. Il volontariato ambientale rappresenta un aspetto ancora scarsamente esplorato in Italia paragonato ad altri paesi, soprattutto riguardo al coinvolgimento di subacquei. Reef Check è un’organizzazione internazionale che ha come scopo principale la valutazione dello stato di salute dei reef tropicali e temperati.

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L'esercito di Nettuno in difesa delle coste

DEEP 68 - 2010 p 12-15

di Fabio Barbieri

In un mondo dove il paraocchi impera e guai ad aprirsi pena l’inferno, chiunque contribuisce a sensibilizzare, a far conoscere i problemi legati all’ambiente in modo credibilie e razionale, è ben accetto. Le aree dove far arrivare il messaggio sono talmente vaste e varie che solo un individuo o un’organizzazione megalomane possono pensare di avere o volere l’esclusiva, di essere i depositari del verbo. Contro il pazzo di turno scomodiamo un agente al servizio di sua maestà britannica o meglio ancora il commissario Basettoni? Riusciamo a fargli intendere l’importanza/gravità della situazione o lo lasciamo cuocere nel suo brodo dove se la suona e se la canta,  contento lui? Noi no.

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IL GRANDE SQUALO BIANCO

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di Federico Betti – Reef Check Italia Associate Program Manager

In questi giorni è rimbalzata su diversi media la notizia del ritrovamento, nelle acque australiane del Queensland, dei resti di uno squalo bianco Carcharodon carcharias di circa tre metri di lunghezza, morto a causa dei morsi infertigli da un suo simile.
Il cannibalismo in questa specie non è insolito, ma ciò che ha destato scalpore è il fatto che l’ampiezza dei segni lasciati dai morsi fa pensare che l’assalitore sia stato uno squalo di oltre sei metri di lunghezza, subito rinominato “super-squalo”.
In realtà è accertato che gli squali bianchi possano superare i sette metri di lunghezza, come dimostra, fra gli altri, l’esemplare di sette metri e quattordici centimetri pescato nel1987 al largo di Malta; descrizioni di esemplari di dimensioni molto maggiori (otto, dieci, perfino dodici metri), invece, non sono da ritenere attendibili. L’animale in questione, quindi, non rappresenta assolutamente un’anomalia; c’è da dire, però, che superati i quattro metri di lunghezza questa specie tende ad accrescersi molto lentamente, e ad utilizzare l’energia ricavata dalla nutrizione nell’aumentare la stazza più che la lunghezza.
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Incontro con due Mobula mobular in Adriatico: un invito dal mare

DEEP n. 67 gennaio febbraio 2010

di Eva Turicchia Reef Check Italia – onlus

Autunno. La finestra incornicia un limpido cielo azzurro e i rami pieni di un maestoso ginkgo biloba. Una folata di vento anima le fronde e le gialle foglie iniziano a danzare, sfidano la gravità con una piroetta e si lasciano trasportare placide da un vento cavaliere. Questo loro “volare” ricorda l’aggraziato e deciso ondeggiare di una manta. Ed è così che ci si ritrova a riflettere su quell’eccezionale incontro in Adriatico, da parte di un rappresentante di Marevivo, di due esemplari di Diavolo di Mare (sc. Mobula mobular). Leggi l'articolo

Moria di spugne in Adriatico

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Cristina Gioia Di Camillo

La subacquea negli ultimi anni è diventata uno strumento prezioso per i biologi marini, che hanno la possibilità non solo di campionare gli organismi, ma anche di osservarli direttamente nel loro ambiente naturale. Inoltre i monitoraggi a lungo termine permettono di studiarne il ciclo vitale e talvolta si assiste a fenomeni inaspettati, come la moria di una o più specie.
Molti fattori, ad esempio il riscaldamento globale, l’uso di sostanze inquinanti, la raccolta eccessiva di specie a scopi commerciali e l’introduzione di specie invasive, possono favorire l’insorgenza di malattie negli animali marini. Negli ultimi decenni, sono state riportate numerose segnalazioni di specie marine affette da patologie, alcune delle quali hanno causato fenomeni di mortalità di massa, come la malattia che ha colpito una specie di riccio di mare nei Caraibi o come quelle descritte per il corallo rosso e diverse specie di gorgonie del Mediterraneo. Leggi l'articolo

Un’insolita spugna a calice ritrovata nelle acque di Porto Cesareo (LE)

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di Rossella Baldacconi

Calyx nicaeensis (Risso, 1826)

Phylum: Porifera
Classe: Demospongiae
Ordine: Haplosclerida
Famiglia: Phloeodictydae
Genere: Calyx

Le popolazioni di Calyx nicaeensis hanno subito una fortissima rarefazione riducendosi drasticamente in molte aree del Mediterraneo. La spugna, ritenuta a rischio d’estinzione, non è stata ancora inserita in nessuna lista faunistica di specie animali da tutelare ma dovrebbe essere presa in seria considerazione. Leggi l'articolo

 
 
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