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CONSERVAZIONE
PUBBLICAZIONI
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Volontariato ambientale: esperienze presso l’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo
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di Carlo Cerrano e alt.
L’educazione ambientale in Italia non rappresenta una materia d’insegnamento inserita nei programmi ministeriali e la sensibilizzazione del pubblico su questi argomenti è affidata prevalentemente ad iniziative del Ministero, ad associazioni ambientaliste e/o di volontariato e organizzazioni non governative. Il volontariato ambientale rappresenta un aspetto ancora scarsamente esplorato in Italia paragonato ad altri paesi, soprattutto riguardo al coinvolgimento di subacquei. Reef Check è un’organizzazione internazionale che ha come scopo principale la valutazione dello stato di salute dei reef tropicali e temperati.
L'esercito di Nettuno in difesa delle coste
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di Fabio Barbieri
In un mondo dove il paraocchi impera e guai ad aprirsi pena l’inferno, chiunque contribuisce a sensibilizzare, a far conoscere i problemi legati all’ambiente in modo credibilie e razionale, è ben accetto. Le aree dove far arrivare il messaggio sono talmente vaste e varie che solo un individuo o un’organizzazione megalomane possono pensare di avere o volere l’esclusiva, di essere i depositari del verbo. Contro il pazzo di turno scomodiamo un agente al servizio di sua maestà britannica o meglio ancora il commissario Basettoni? Riusciamo a fargli intendere l’importanza/gravità della situazione o lo lasciamo cuocere nel suo brodo dove se la suona e se la canta, contento lui? Noi no.
IL GRANDE SQUALO BIANCO
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di Federico Betti – Reef Check Italia Associate Program Manager
In questi giorni è rimbalzata su diversi media la notizia del ritrovamento, nelle acque australiane del Queensland, dei resti di uno squalo bianco Carcharodon carcharias di circa tre metri di lunghezza, morto a causa dei morsi infertigli da un suo simile.
Il cannibalismo in questa specie non è insolito, ma ciò che ha destato scalpore è il fatto che l’ampiezza dei segni lasciati dai morsi fa pensare che l’assalitore sia stato uno squalo di oltre sei metri di lunghezza, subito rinominato “super-squalo”.
In realtà è accertato che gli squali bianchi possano superare i sette metri di lunghezza, come dimostra, fra gli altri, l’esemplare di sette metri e quattordici centimetri pescato nel1987 al largo di Malta; descrizioni di esemplari di dimensioni molto maggiori (otto, dieci, perfino dodici metri), invece, non sono da ritenere attendibili. L’animale in questione, quindi, non rappresenta assolutamente un’anomalia; c’è da dire, però, che superati i quattro metri di lunghezza questa specie tende ad accrescersi molto lentamente, e ad utilizzare l’energia ricavata dalla nutrizione nell’aumentare la stazza più che la lunghezza. Leggi l'articolo
Incontro con due Mobula mobular in Adriatico: un invito dal mare
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di Eva Turicchia Reef Check Italia – onlus
Autunno. La finestra incornicia un limpido cielo azzurro e i rami pieni di un maestoso ginkgo biloba. Una folata di vento anima le fronde e le gialle foglie iniziano a danzare, sfidano la gravità con una piroetta e si lasciano trasportare placide da un vento cavaliere. Questo loro “volare” ricorda l’aggraziato e deciso ondeggiare di una manta. Ed è così che ci si ritrova a riflettere su quell’eccezionale incontro in Adriatico, da parte di un rappresentante di Marevivo, di due esemplari di Diavolo di Mare (sc. Mobula mobular). Leggi l'articolo
Moria di spugne in Adriatico
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Cristina Gioia Di Camillo
La subacquea negli ultimi anni è diventata uno strumento prezioso per i biologi marini, che hanno la possibilità non solo di campionare gli organismi, ma anche di osservarli direttamente nel loro ambiente naturale. Inoltre i monitoraggi a lungo termine permettono di studiarne il ciclo vitale e talvolta si assiste a fenomeni inaspettati, come la moria di una o più specie.
Molti fattori, ad esempio il riscaldamento globale, l’uso di sostanze inquinanti, la raccolta eccessiva di specie a scopi commerciali e l’introduzione di specie invasive, possono favorire l’insorgenza di malattie negli animali marini. Negli ultimi decenni, sono state riportate numerose segnalazioni di specie marine affette da patologie, alcune delle quali hanno causato fenomeni di mortalità di massa, come la malattia che ha colpito una specie di riccio di mare nei Caraibi o come quelle descritte per il corallo rosso e diverse specie di gorgonie del Mediterraneo. Leggi l'articolo
Un’insolita spugna a calice ritrovata nelle acque di Porto Cesareo (LE)
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di Rossella Baldacconi
Calyx nicaeensis (Risso, 1826)
Phylum: Porifera
Classe: Demospongiae
Ordine: Haplosclerida
Famiglia: Phloeodictydae
Genere: Calyx
Le popolazioni di Calyx nicaeensis hanno subito una fortissima rarefazione riducendosi drasticamente in molte aree del Mediterraneo. La spugna, ritenuta a rischio d’estinzione, non è stata ancora inserita in nessuna lista faunistica di specie animali da tutelare ma dovrebbe essere presa in seria considerazione. Leggi l'articolo
La diffusione di Percnon gibbesi
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di Federico Betti – Reef Check Italia Associate Program Manager
Percnon gibbesi è un bel granchio appartenente alla famiglia Grapsidae, immediatamente riconoscibile per il carapace estremamente sottile, le zampe lunghe ed appiattite e la colorazione vivace, bruna con strisce rosse e anelli gialli nei pressi delle articolazioni.
Si trova nei primi centimetri al di sotto della superficie, su rocce ricche di anfratti, in cui si nasconde velocemente se spaventato. È una specie originaria delle coste atlantiche americane, dalla Florida al Brasile, e africane, da Madeira al Golfo di Guinea (Galil et al., 2002), ma la sua presenza è da anni stabile anche lungo le coste pacifiche americane, dalla California al Cile. Leggi l'articolo
É arrivato lo ctenoforo Mnemiopsis leidyi
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di Federico Betti – Reef Check Italia Associate Program Manager
Il progetto “Occhio alla medusa”, portato avanti dal prof. Boero dell’Università del Salento, ha raccolto la prima segnalazione nel Mediterraneo occidentale del famigerato Mnemiopsis leidyi; si tratta di uno ctenoforo, ossia di un organismo superficialmente simile alle meduse per la forma piuttosto globosa, la consistenza gelatinosa e la trasparenza, ma sprovvisto di cellule urticanti e, al contrario, dotato di organelli adesivi con cui catturare lo zooplancton di cui si nutre. Ciò rende gli ctenofori inoffensivi per l’uomo; queste cellule, che prendono il nome di colloblasti, sono disposte lungo due lunghi tentacoli estremamente fini che si dipartono dal corpo dell’animale e fluttuano nell’acqua. Altre importanti caratteristiche degli ctenofori sono la presenza di cteni (da cui il nome), ossia ciglia fuse in otto bande meridiane al corpo, utilizzate dall’animale per muoversi nella colonna d’acqua, e un certo grado di bioluminescenza. Leggi l'articolo
IL PASSAGGIO DEGLI SQUALI ELEFANTE
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di Federico Betti – Reef Check Italia Associate Program Manager
L’11 giugno, davanti alla costa anconetana è stato trovato, soffocato in una rete da pesca, un giovane maschio di squalo elefante (Cetorhinus maximus), lungo 3, 65 metri dal muso al peduncolo caudale; dimensioni ragguardevoli, quindi, ma non per questa specie, i cui esemplari adulti possono arrivare ad una lunghezza di oltre dieci metri.
La notizia ha sollevato molta curiosità, ma va detto che la presenza di squali elefante nelle acque Adriatiche è tutt’altro che casuale: ogni anno, infatti, nei primi mesi estivi si susseguono nella zona diversi avvistamenti. Vediamo perché. Leggi l'articolo
E’ possibile un mercato degli acquari marini sostenibile?
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by Reef Check Executive Director, Dr. Gregor Hodgson
Come organizzazione marina di conservazione, il desiderio di Reef Check è che i governi proteggano dallo sviluppo quanto più possibile degli oceani. La realtà è che gli oceani sono stati usati a lungo per attività commerciali, come la navigazione, l‘industria, naturalmente per l'estrazione del petrolio, la pesca. Tutte le forme di sviluppo a uso commerciale hanno potenziali impatti negativi sull’ambiente. Le organizzazioni di pesca in mare rimuovono organismi dall’ecosistema che, quando sottoposto a eccesso di pesca, può subire gravi danni. Quindi, molte organizzazioni di conservazione hanno favorito il divieto di importazione di pesci e invertebrati dei reef corallini catturati in natura (inclusi i coralli) per il mercato degli acquari marini.
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Il Terremoto di Haiti e i Reef Corallini
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By Dr. Gregor Hodgson: Reef Check Executive Director
Il terremoto di Haiti è stato una enorme tragedia con forse 200.000 vittime e molti altri feriti. Quello di cui non si è parlato è lo stato dei reef corallini ad Haiti. Sono stati danneggiati dal terremoto, e se sì avrà questo ripercussioni nel lungo termine sul rifornimento di cibo per la popolazione di Haiti? Quelli che da diverso tempo leggono la nostra newsletter “The Transect Line” ricorderanno il drammatico terremoto e lo tsunami che hanno interessato Aceh, Indonesia e molti altri paesi alla fine del 2004. Reef Check fu la prima organizzazione dedita alla conservazione sulla scena ad inviare le prime foto di isole sollevate e grandi aree di reef esposti morti. Leggi l'articolo
MONITORAGGIO DELL’AMBIENTE COSTIERO (MAC)
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C. Cerrano e alt.
Riassunto – Le anomalie climatiche, che si stanno registrando sempre più frequentemente, hanno gravi ripercussioni ambientali non solo nell’ambiente terrestre ma anche marino.
Soprattutto in quest’ultimo caso manca la possibilità di condurre monitoraggi estesi ed a lungo termine. Tale limite compromette una adeguata comprensione dei fenomeni, che sono percepiti solo quando notevolemente estesi o estremamente drammatici ed improvvisi. Per questo motivo è nata l’esigenza di avvalersi dell’aiuto di subacquei volontari adeguatamente preparati, come già avviene in numerosi paesi anglosassoni, per valutare in modo esteso le dinamiche i) degli areali di distribuzione di alcune specie target, ii) delle strutture di comunità in stazioni fisse e iii) della temperatura lungo profili costieri verticali.
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