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Metodologia MAC

ECODIVER > EcoDiver MAC

Il protocollo MAC è suddiviso in tre distinte fasi di rilevamento dei dati

1. Visual Census,
2. Monitoraggio di Stazioni Fisse
3. Rilievo della Temperatura


Visual Census

Esistono 2 schede di rilevamento distinte la prima contiene un elenco di 24 specie relative al Mediterraneo la seconda è invece dedicata alle osservazioni nell'Adriatico settentrionale.
Nelle schede sono state incluse specie comuni e facilmente visibili, specie invasive, specie sensibili, specie inserite in liste di protezione.
E' importante che la prima parte della scheda venga accuratamente compilata dall’osservatore essa include infatti dati indispensabili per una corretta valutazione delle osservazioni. Fra i dati richiesti vi sono:

• .Nome e Cognome dell’Osservatore,
• Data delle osservazioni,
• Località d’immersione
• Coordinate geografiche
• Orario
• Tempo di osservazione in minuti
• Profondità osservazione minima e massima
• Visibilità
• Tipo di fondale


Ogni dato richiesto è importante che sia inserito nella scheda accuratamente.

Il nome dell’osservatore è indispensabile qualora la scheda fosse riconsegnata al referente dopo l’immersione dovendo provvedere quindi quest’ultimo all’invio dei dati attraverso il modulo presente in Internet.

La data consente di poter individuare il periodo dell’anno in cui le osservazioni sono state fatte.

Nella voce località vanno inserite informazioni utili ad identificare facilmente il luogo dove l’immersione è stata effettuata. Questa deve possibilmente includere più informazioni soprattutto se dovessero mancare le coordinate geografiche. Ad esempio non è sufficiente inserire Isole Tremiti FG ma va specificata anche il sito di immersione come ad esempio Isole Tremiti FG – Cala dei Turchi.
Per poter localizzare correttamente il punto di immersione, è preferibile fornire le coordinate geografiche. Il sistema adottato nell'ambito del progetto è quello più comunemente utilizzato nei ricevitori GPS, ovvero le coordinate geografiche riferite al sistema WGS84, nel formato gradi e primi:
Latitudine Nord GG ° MM.xxx '
Longitudine Est GG ° MM.xxx '
La precisione minima richiesta è del decimo di primo, che corrisponde ad un intorno di circa 200 metri. Se non si dispone di un GPS è comunque possibile utilizzare qualche punto di riferimento a terra ed utilizzare una comune carta nautica, il più possibile dettagliata, oppure rintracciare il punto sulla cartografia digitale disponibile in Internet. La più semplice da utilizzare è quella di Google Earth essa fornisce coordinate nel formato gradi e millesimi (GG.xxxxxx °) oppure in gradi,
primi e secondi (GG° MM' SS.xx") per ottenere i primi e decimi di primo:
GG.xxxxxx ° moltiplicare i decimali dei gradi per 0.6, cioè 0.xxxxxx * 0.6 = MM.xxx '
GG° MM' SS.xx" dividere i secondi per 60 ed aggiungere i decimali ai primi, cioè SS.xx / 60 = 0.xxx '

E' importante poter conoscere l’ora di immersione caratterizzando essa i vari momenti della giornata strettamente legati ad esempio alle abitudini dei vari tipi di organismi. Non si ha certamente la stessa probabilità di incontrare sott’acqua alcuni organismi immergendosi nelle ore diurne piuttosto che in quelle notturne.

Il tempo delle osservazioni va specificato considerando quello effettivo dedicato nel corso dell’immersione al rilevamento. Non sono confrontabili dati privi di questo parametro poiché affermare di non aver visto un determinato organismo alla cui osservazione abbiamo dedicato 5 minuti non è certamente paragonabile con un’osservazione durata 50 minuti.

Un altro importante dato è quello relativo alle diverse profondità alle quali i vari organismi vengono osservati, in questo caso è richiesto di specificare la profondità di osservazione minima e quella massima.

Un ulteriore dato richiesto riguarda la visibilità che indubbiamente può spesso interferire con le osservazioni, soprattutto in mari come l’Adriatico Settentrionale dove a volte è difficile poter individuare anche il proprio compagno di immersione.

Un ultimo dato richiede di definire il tipo di fondale in cui è avvenuta l’immersione.

Il resto della scheda include l’elenco delle specie oggetto dell’osservazione, che per il Mediterraneo sono:
Alghe: Caulerpa racemosa, Caulerpa taxifolia.
Poriferi: Ircinia spp, Axinella spp, Aplysina spp, Geodia cydonium, Thethya spp.
Celenterati: Cladocora caespitosa, Parazoanthus axinellae, Corallium rubrum, Astroides calycularis, Eunicella singularis, Eunicella cavolini, Eunicella verrucosa, Paramuricea clavata, Balaniphyllia europea, Gerardia savaglia, Leptopsammia pruvoti.
Molluschi: Arca noae, Pinna nobilis.
Crostacei: Palinurus elephas,
Echinodermi: Paracentrotus lividus
Tunicati: Microcosmus spp
Pesci: Hippocampus spp.

per il Nord Adriatico:
Poriferi: Ircinia spp, Axinella spp, Aplysina spp, Geodia cydonium, Thethya spp.
Celenterati: Cladocora caespitosa, Parazoanthus axinellae, Epizoanthus spp, Cornularia cornucopiae, Maasella edwardsi,
Molluschi: Arca noae, Pecten jacobaeus, Chlamys spp, Rapana venosa,
Echinodermi: Paracentrotus lividus
Crostacei: Homarus gammarus
Tunicati: Polycitor adriaticus, Microcosmus spp, Aplidium tabarquensis,
Aplidium conicum.
Pesci: Sciaena umbra, Conger conger, Chromis chromis, Diplodus spp, Trisopterus minutus, Hippocampus spp.

Per ogni organismo va indicata la profondità minima e/o massima alla quale è stato osservato e una stima di abbondanza descritta come segue:

Per gli organismi che è possibile contare: 0, 1, 2, 3-5, 6-10, 11-50, >51.

Per tutti gli altri le definizioni sono le seguenti: A = esemplare isolato, B = alcuni esemplari sparsi, C = un’area densa, D = alcune aree dense, E = molte aree dense.

Ogni subacqueo durante l’immersione può rivolgere l’attenzione verso una, alcune o tutte queste specie, a seconda della propria preparazione, interesse personale, capacità di riconoscimento ed eventuali indicazioni fornite dal referente prima dell’immersione. Solo per le specie realmente conosciute e cercate si dovrà fornire una stima indicativa dell’abbondanza secondo lo schema riportato nelle apposite schede. Il dato più importante è però l’assenza di una specie realmente cercata.
Tutti i dati, compresi quelli d’immersione ed eventuali commenti, vanno inviati attraverso il sito internet dal singolo operatore o da parte del referente, il quale si dovrà però astenere dal modificare i dati fornitigli.

La ragione è semplice, chiunque può commettere errori ed imprecisioni, ma se sono errori individuali rientrano nella variabilità casuale del dato e possono essere mediati. Le segnalazioni provenienti da diversi operatori “indipendenti” assumono un valore statistico.


Rilievo della temperatura lungo la colonna d'acqua.

Il rilievo della temperatura può fornire informazioni indispensabili sulla presenza di eventuali anomalie termiche. Anche se sono disponibili in rete i dati di temperatura delle acque superficiali del Mediterraneo, ed esistono alcune boe oceanografiche automatiche gestite dagli istituti di ricerca, mancano rilievi periodici dei profili di temperatura lungo la colonna d'acqua, sopratutto vicino alla costa. Per i rilievi di temperatura vengono utilizzati i computer subacquei Uwatec - Scubabro di ultima
generazione, questi memorizzano la temperatura dell'acqua durante l'immersione ogni 4 secondi. I dati registrati possono essere trasferiti sul personal computer (sistemi Windows o Mac OS X) tramite porta infrarossi, utilizzando il software SmartTrak o J-Trak. Nel logbook è registrata la data e l'orario, inoltre è possibile annotare la località e le coordinate geografiche in cui si è svolta l'immersione.
Attraverso l'apposita procedura d'esportazione dei profili d'immersione, il programma fornisce tutti i dati di profondità e temperatura che possono essere inviati per posta elettronica ai ricercatori per le successive elaborazioni ed analisi. In questo modo i ricercatori possono analizzare i dati e ricavare importanti informazioni come la profondità del termoclino e la variazione media di temperatura.

Queste informazioni sono di fondamentale importanza per interpretare i fenomeni d'innalzamento della temperatura in atto da ormai una decina d'anni. Tali anomalie hanno gravi ripercussioni sui naturali equilibri della flora e della fauna marina, determinando spesso estese morie di numerose specie. I risultati ottenuti da tale collaborazione rappresentano un valido strumento per poter prevedere fenomeni di questo tipo e forniranno un valido aiuto nella definizione di eventuali progetti d'intervento. Le informazioni raccolte dai volontari, registrate nel corso dell'intero anno, apportano un’elevata quantità di dati. In generale gli strumenti dotati di termometro dovrebbero essere indossati sopra la muta o meglio appesi al jacket. I dati dei primi minuti di immersione vengono scartati, soprattutto d'estate, perché spesso gli strumenti si scaldano esposti al sole e conservano per un certo tempo il calore.


Stazioni di monitoraggio

Questa fase del progetto prevede il monitoraggio nel tempo dei popolamenti bentonici di alcuni siti prescelti lungo le coste italiane in modo da rilevare i cambiamenti in corso.
Il lavoro prevede in una prima fase l'individuazione (da parte della Commissione e/o dei Referenti) di una località idonea, avente cioè le seguenti caratteristiche:

• facile accesso
• frequentazione del sito almeno stagionale
• possibilità di ritrovamento esatto dalla superficie
• possibilità di segnalare il sito anche sott'acqua in modo da garantire il ritrovamento esatto della zona

Dopo avere localizzato e rilevato tramite GPS il sito, i Referenti Territoriali condurranno i rilievi per la prima volta assieme ad un elemento della Commissione o comunque con un ricercatore esperto, in modo tale da descrivere il fondale ed i popolamenti presenti, nonché uniformare la metodologia e chiarire eventuali problemi che possono nascere in relazione alle diverse località considerate. Il monitoraggio successivo viene svolto utilizzando una scheda plastificata e un quadrato 50x50 cm in PVC, entrambi forniti dai Referenti Territoriali. Oltre al profondimetro, sono utili anche bussola e termometro.
I Volontari devono compilare le schede, indicando con una semplice crocetta la presenza o l'assenza degli organismi elencati nella colonna a sinistra. Ogni Volontario deve ripetere l'operazione 5 volte a tre profondità prestabilite se i rilievi sono condotti lungo pareti verticali o a tre distanze prestabilite da un punto noto se i rilievi sono condotti su fondali pianeggianti.

Ciascun subacqueo raggiunta la zona e la profondità/distanza prestabilita, seguendo le modalità descritte deve appoggiare il quadrato in un punto a caso, verticale od orizzontale secondo quanto stabilito la prima volta, senza farsi influenzare dagli organismi che vede. Dopo aver compilato la prima colonna della scheda sposterà il quadrato e ricomincerà l'osservazione, così via fino al completamento del compito affidatogli. Per garantire la casualità dei punti si possono estrarre a sorte prima dell'immersione il numero di pinneggiate e la direzione tra ciascun quadrato, assecondando la morfologia e la pendenza del fondale.
Anche in questo caso, così come nei censimenti visivi, è indispensabile che ciascuno compia le proprie osservazioni individualmente, in modo indipendente dagli altri partecipanti.
In seguito i dati raccolti saranno copiati su un supporto cartaceo fornito dai Referenti e immessi nell'apposita pagina del sito web, direttamente dai Volontari o dal Referente che ha in consegna il materiale.
La restituzione dei dati è quindi simile a quella prevista per i censimenti visivi, ma l'attuazione del monitoraggio richiede la partecipazione di volontari più motivati e preparati rispetto ai censimenti visivi. Questi ultimi possono essere praticati da chiunque abbia una buona conoscenza degli organismi che più frequentemente si possono incontrare sui nostri fondali mentre i rilievi di stazioni fisse richiedono una buona capacità di concentrazione, un buon assetto e soprattutto la capacità di riconoscere rapidamente alcune forme di organismi.
Come si può osservare dalla scheda, non si tratta di singole specie, bensì di gruppi d'organismi accomunati dalla forma. Inoltre, mentre per i censimenti visivi i subacquei possono dedicarsi anche solo ad alcune delle specie previste e/o dedicare solo parte della propria immersione alle osservazioni, nel caso delle stazioni di monitoraggio il Volontario deve saper riconoscere tutte le forme di vita elencate nella scheda e naturalmente dedicare quell'immersione completamente ai rilievi.
I referenti territoriali devono garantire rilievi almeno stagionali nei siti scelti e i risultati ottenuti rappresenteranno un utilissimo punto di riferimento per monitoraggi a lungo termine, riproducibili a distanza di anni anche da operatori diversi da quelli che hanno iniziato il lavoro.


Attualmente risultano già attivate stazioni di monitoraggio in 11 località distribuite su tutto il territorio nazionale.


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